Stefania Rossetti | Scarcagnizzu
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Scarcagnizzu

Articolo Giornale di Vicenza:

Passando ad uno spazio chiuso, per la sezione Prima Danza, progetto che coinvolge giovani coreografi , Lorena Dozio e Stefania Rossetti presentano due lavori diversi tra loro ma accomunati da trame uniformi assunte nel loro valore di vibranti tonalità e nella drammaticità dei loro movimenti. In ALibi (di L. Dozio) la superficie su cui poggia il movimento appare “accidentata”; nel secondo Scarcagnizzu ( S. Rossetti) diventa più livellata e regolare, intrecciando al movimento che può assumere un ruolo esclusivo, le trame della materia. Ciò che non muta in entrambe è il senso dello spazio che è costantemente teso, serrato. Dapprima in forme tormentate, poi più piane e distese. La danza come entità dotata di propria vita organica. Ogni lavoro si presenta come un organismo cupamente lucente, con le sue escrescenze e contrazioni in cui l’intensità di espressione, il tormento delle forme e la loro crudezza non escludono una raffinata e talvolta elegante qualità di movimento. La luce abbassata e carica di torpide suggestioni che le fibre del corpo decantano, è sudore del tempo, ma anche assaporamento di una durata godibile del gesto: quasi a sublimazione di un logorìo sofferto nel profondo di se stessi. Via via ci si inoltra in una fase di sempre più esplicita azione, i movimenti sembrano sempre più ferite in cui la geometria e la materia, l’inquadratura e il segno, la forma e l’informe sono dati psicologicamente correlati ed inscindibili. Davanti allo spettatore la presenza immediata della materia si offre senza mediazione .